Una città senza aria?

‘Il taxista dichiara la certezza della città in quanto moderna e in quanto postmoderna. Dichiara su quale fondamento, su quali garanzie ontologiche, su quale abolizione del tempo, su quale cancellazione del punto di un dado si fondi la città come qualcosa di esclusivamente spaziale, come qualcosa di non temporale, come qualcosa che rappresenti il segno della civiltà. (…)’
(A. Verdiglione, in Spirali. Giornale di cultura internazionale, ott. 1982).

http://www.spirali.com/

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