Vita senza obbligazioni

… “Ciò che ripugna oggi a coloro che si definiscono non credenti e ritengono dannosa la presenza della Chiesa nelle istituzioni è il concetto che esista una norma trascendente, una obbligazione verso Dio che è il fondamento stesso della legge morale.
Ripugna il concetto che si possa parlare in nome di Dio di obbligazioni sociali e attuare così una presenza storica. Ciò è visto come un attentato all’eguaglianza delle posizioni culturali e quindi alla libertà. Chi può parlare di Dio come causa storica nel linguaggio laico del nostro tempo? È per questo che i cattolici sono silenziosi quando esercitano una professione: dovrebbero invocare il nome di Dio sulle obbligazioni sociali, dichiararlo presente nel nostro tempo. Quando la Chiesa fa riferimento a Dio e alla natura come sua creazione nei temi dell’aborto, dell’eutanasia, delle cellule staminali embrionali, sulla famiglia come vincolo indissolubile tra uomo e donna, essa evoca sempre la presenza di Dio come titolare della obbligazione morale: e l’uomo viene così vincolato a seguirne la legge. È questa presenza incomoda che spiega il laicismo, una sottile volontà della morte di Dio che sparisce dietro una nube agnostica” …

Gianni Baget Bozzo

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