Il cristiano e il male

Il male non può risolversi nel non essere, a mera mancanza, perché allora il mondo non avrebbe bisogno di essere salvato. Ma il mondo ha bisogno di essere salvato da Dio, perciò Tommaso scrive: «Si malum est, Deus est» (Summa contra Gent., III, 71). Il male non è riducibile all’idea inadeguata, come intende Spinoza, cioè a un difetto di conoscenza (…).
«Il Salvatore è forse venuto ad insegnare al mortale che il suo male risiede esclusivamente nel suo singolo ‘punto di vista’, e che il suo patire è essenzialmente ignoranza o connesso comunque alla finitezza del suo essere? All’opposto – l’Annuncio afferma che la rovina dei mortali è male, che è male il loro stesso essere mortali. (…) Per una theologia crucis, (…) Salvatore è chi chiama il singolo alla Vita, a combattere l’ ‘ultimo nemico’, a sconfiggere il realissimo male, che la morte ‘incarna’».

Claudio Tugnoli (da Recensione a Massimo Cacciari)

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