Ancora del paradiso

Questo tempo di un tempo che sfugge… Questo sogno di un sogno che non c’è, non c’è sempre; e quando c’è, non si afferra… E’ paradiso forse così. Meraviglioso disperato esserci, senza motivo. Esserci e basta. O non esserci, che è lo stesso… Trova fine l’amarezza del debito. E’ gratuità ora. E’ tutta grazia regalata. Si spende quel che è da spendere. Ogni cosa afferma la sua esistenza (et resurrexit). Vita non c’è che non sia oggi (in secula). E c’è vita, perché qualcosa sfugge; proprio per questo – è qui l’ossimoro. Il dileguarsi è come nascita continua; nascita è dileguarsi del momento – con Lévinas… Osanna dunque a questo costante perdersi delle cose, al loro infinito assentarsi nell’essere, essendo presenti – non lo vedi quale spazio di nostalgia ciò apre agli umani? … Gloria alla pienezza che manca, perché di essa è fatto il cielo.

(by r.c.)

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