Di quel che sfugge

Musica che non si ascolta, ma è presente con forza. Fa estranei e doloranti frammenti di un discorso che è altrove, sconosciuto, perso per sempre. Musica che non ci lascia tranquilli – come quando sei tu a non lasciarmi tranquillo (ti voglio e non ti voglio). Musica che non sappiamo se vogliamo ascoltare – così come per me incontrarti. Non c’è suono che assente. Non c’è, perché quando c’è non si sente che lo scorrere. Nulla si fissa. E quando parlo … è sfuggito. Se potessimo abbandonare la presa… Tutto è giusto. Se avessimo più fede, quella vera… Tutto ha trovato gloria. E’ questa la musica, questo lasciar cadere – senti come vengono meno i giudizi, gli impegni… C’è un tempo in cui non necessitano i nostri sforzi. Un tempo inconscio delle cose che si svistano, avvengono… Tempo del dolore, della gioia, della scrittura, della vita. Tempo delle parole inventate, leggere.

(by r.c.)

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