L’incantesimo della parola

Questa solitudine è pesante. Eppure continua a svolgersi il vasto racconto della luce. Chi vorrà intenderlo? Si rifugiano nella morte quotidiana gli umani, e nulla li scalfisce. Risuona inascoltata la sinfonia della vita. Nessuno vuole tentare di intonarla… Forse anche ciò fa parte dell’impossibile. La lettera soltanto lo aggira un momento. Così dico: “Prova a parlarmi e scene si apriranno, come nella grotta dei ragazzi che credono alla poesia. Niente mancherà a sostenerci. Ci sono mari infiniti di forza. E simboli per sognare”… Si accendono archi alla Schumann e il bosco si fa solitario, come addormentato da un incantesimo. Anche noi viviamo momenti così… “Dai, voliamo fuori da questa barbarie ossessionata dal mostrarsi civile! Lealtà ci vuole. E ancora parlarsi. Non c’è bisogno di niente per dire. Basta un’anima – che sia viva. Non aver superato i trent’anni – anche a novanta”… Ricorro a giochi da poco. E uso i poeti, i miti dell’uomo. E scrivo… Qualcosa ne verrà.

(by r.c.)

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