Creature leggere

Qualcosa si appaga, da qualche parte, inevitabilmente. Si tradisce in mille affioramenti una forza. Va verso una sorta di gloria ogni cosa. E non importano le situazioni, qui tutto è giusto – come per Edipo a Colono, come per Dostoevskij. Non c’è male ad avvenire. Gioisce la terra sotto il sole e la pioggia. Non evita nulla il tempo. E’ spreco di grazia … disperata – che sempre giunge, accade. Così ti stacchi dalla routine e ti trovi in un cielo che è narrazione (con Dante)… Le fate sono i desideri e quel che ci fa visita nel sonno. Indimenticato, seppure negato, ritorna componendo la scena. Di questo si è fatti, di creature leggere che non dormono. Rimangono in giro nel nostro riposo. Vivono la nostra vita su un altro piano. E Mendelssohn a descriverle, con il tocco dei fiati o degli archi. Ci parla di uno spazio più vasto dove non si escludono le voglie e prendono forma le inquietudini che abitano l’uomo. Allora l’orchestra incalza, come onde sono i suoni delle diverse sezioni. Colori di accordi, cangianti, salutano una vita che è nuova… E poi, poi bisogna uscire all’aperto.

(by r.c.)

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