Ancora Parsifal

Canta il colore, e dice di una terra riscattata nel mito di un sacrificio, umano e inumano insieme, con il Parsifal di Wagner. Ma gli uomini no, non vogliono vedere. Difficile abbandonare il certo, anche negativo, per l’incerto; e soprattutto per l’inconsistente. Di che sarà fatto quel famoso giardino che è detto paradiso? Quale gioia in un nulla che risuona (con Dante)? L’abitudine al concreto rende immaginaria la vita; e la mente non è capace di andare più in là… Non è cosa tecnica l’arte ma sfumatura, sottigliezza. Così pagine per pianoforte danno luce ai giorni. Anche questo è colore. Gioca Schumann al gioco infantile. E non è nulla di banale, piuttosto un ritorno di sogni e di scene che non ci lasciano mai. Siamo lì dove non pensiamo, lì dove qualcosa è intento a godersi (con Lacan). Non torna che questo, in realtà, ed è devastante. Un rischio si avverte ad assecondare quel senso che inquieta. Eppure non può che trovarsi mancata la vita per chi si sottrae a ciò che solo lo riguarda.

(by r.c.)

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