La vita infinita

E’ come sforare il senso già dato, trovarsi in balia di un’altra scena dove i suoni soltanto narrano. Note, a descrivere un giorno di luce, la tensione del corpo e quel che non trova certezza… Vivere è un interrogativo, e guai a risolverlo. Resta la condizione di Edipo – Rossini ne trae una sinfonia. Non c’è tempo che non si apra a un altro tempo. Mentre la scena ritorna, uguale e diversa. Sempre quello ha da dire il poeta. Non ha roba nuova da vendere. E’ egli stesso ciò che dice – sempre nuovo… Vivere è come essere immortali, per Borges e Bene. C’è dell’irriducibile.
Più forte si afferma un’esigenza di vita. Di sogno si tratta, e di ali – da far crescere. Non importa il resto; è prosa il sopravvivere. Stravede la poesia, e ciò che sogna è realtà. Così non sai quel che è vero o non vero, ti appaghi soltanto di cieli… Si può incedere sulla terra dei miti, seguire Diotima, o Gradiva che … incede con passo leggero. E non è peso essere, e trova questo l’assenza – nessun significato. Infinita è la vita, da attraversare. Non c’è viaggio che non sia invenzione – si arrabattano inutilmente i pellegrini… Non c’è viaggio che non sia già fatto nel sogno… Non c’è viaggio che non sia un’altra logica.
…Guarda questi campi! – dice Gurnemanz allo stupito Parsifal… Nulla è corrotto, giovane è la creazione, salvata da un atto di abbandono risplende oggi sotto il sole.

(by r.c.)

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