Aria per contralto

Bach: Erbarme dich, mein Gott. Non c’è altro che quella vita. E torniamo a vivere perché c’è storia che non finisce. Storia che si dice ancora – fremito che prende la carne. Le lettere giubilano, frasi ci abitano, non siamo altro. Una scena che si compone su un altro piano, e non sappiamo. Sappiamo solo che si va svistando nel nostro. Non sarà per caso, questa passione. Lacan non è un gioco – o forse si, ma grande… E ancora Bach. Erbarme dich. E poi l’Oratorio beethoveniano, Sul Monte, dove un serafino enuncia la sorte degli umani. Non c’è altro. Siamo materia dolorosa, felice di avvenire. Siamo mondi di simboli ruotanti intorno a un vuoto … spinti verso un impossibile incontro.

(by r.c.)

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