Ancora Calipso

Partiamo, altri lidi ci attendono. Incrociamo al largo, dove qualcuno ha trovato fortuna. Non c’è stanchezza nella terra di Calipso… E’ sempre come tornare, perché il nostro luogo è sempre là ad aspettarci. Che vale perdere tempo nelle occupazioni prosaiche? Ci attende la vita. Ossessionati da un desiderio, si sono mossi i poeti, inventando nuove rotte tracciate nessuno sa come… Inventare, sì, senza pudore. Riducendosi come bambini persi, perdere tempo in occupazioni inutili e … riuscire, a volte riuscire. Chi può ammetterlo, crederlo? C’è un sacco di tempo da sprecare, non basta la volontà. Guarda. Pensare è divenuto superfluo, quasi una malattia. Grigio si muove nell’ombra il prodotto della normalizzazione… Bisogna frequentare il tempo in modo diverso, scommettere, non fermarsi, esplorare i propri sintomi – pensare, sì! Chi potrà fermare uno sguardo che guarda se stesso? Non cogliendosi, esso ruoterà in giri infiniti, producendo poesia… E allora: non badare a spese, lasciarsi corrompere da quel lusso di carne che sono le parole, e dirsi innocente, comunque proclamarsi non reo.

(by r.c.)

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