Sogno

Mentre ascoltavo e parlavo a mia volta, mi accorgevo che ciò che solitamente sono non c’era. In quel momento ero soltanto una specie di groppo alla gola, una certezza di esserci come pianto (se avessi pianto), ma che non sapeva assolutamente dirsi. Davvero mi sembrava per la prima volta di essere senza sapere. Essere e basta.

Forse è proprio questo ciò che vado cercando da tempo? Forse vivere assomiglia a una cosa del genere … o a quello che ne segue (di cui tale stato è solo l’annuncio che, nella disperazione, nell’esilio, indica la terra promessa della singolarità)?

Vedremo. Certo è che una sospensione si avverte, un’inquietudine leggera che non conosci, qualcosa di strano che viene da te e non ti appartiene… In un punto insaputo è come se si aggrumasse una vita a venire.

(by r.c.)

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