Come il pane

Estraneità d’angelo o di demone rispetto al mondo e ai suoi rituali, distanza abissale perfino da noi stessi. Nessuna strada già data. Inferno è questa condizione, tensione irrisolta generatrice di sogni, che fanno dolore; vita che non si arrende, producendo l’illusione dei simboli, creando vento e campi lì dove stanno vento e campi … ma trasfigurati, divenuti come il pane di cui ci si nutre per sostenersi.
(r.c.)

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Un pensiero su “Come il pane

  1. L’illusione dei simboli. Ci pensavo questa notte mentre correvo a noleggiare un film per riempire di immagini un’insonnia brutale. Camminando quasi aderendo alle nostre mura friabili ( ecco un altro salentino nella foresta lussureggiante della popolazione che blogga ) mi sono soffermata a guardare certe croci in ferro battuto sul portone della Chiesa di S.Lazzaro. Per una qualche strana ragione mi hanno fatto venire in mente i calogeri nel medioevo, le grotte del silenzio, i ritiri nel fondo d’attrazione isterico-mistica di certi movimenti che ancora oggi hanno il potere di turbarmi profondamente e in modo opposto. Ma è un discorso che porta lontano. Lontanissimo.

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