Oltre la periferia

Non c’è città che sia abitabile, estranei ci aggiriamo, sapendo che ogni cosa di noi è insociale, è disagio per la comunità. Apparteniamo a un altro luogo, probabilmente, quello che sfioriamo talvolta con delle frasi, cui alludiamo con delle lettere… Luogo perduto che solo noi possiamo far vivere.

r.c.

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2 pensieri su “Oltre la periferia

  1. IL disagio della civiltà sta anche nell’accettazione della regolarizzazione che abbiam dovuto dare alla stessa, per poter convivere.Scienze umane, arte, filosofie e religioni, poesie…alludono e sfiorano quei luoghi ideali ancora nascosti, o forse perduti negli archetipi infantili.
    Le città sono un nostro miraggio:l’idealizzazione di un traguardo raggiungibile sulla spinta di un progresso che si è trasformato in una bestiale decadenza.
    Le città , oggi ci appaiono inabitabili ma non sono altro che il risultato del nostro esasperato desiderio di cercare, ordinare, costruire, gestire il mondo.
    Otranto, inoltre, rappresenta ancora un miraggio per tutti quegli uomini che arrivano alla ricerca di quel sogno per noi ormai decaduto: è l’emigrazione.

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