Angoscia e ironia

Non si risolve la nostra condizione, non c’è che da rivolgersi alla poesia, perché dica la pena di quest’impossibile, non taccia la difficile esperienza dell’esserci né la solitudine di ogni sogno coltivato… Nient’altro che la poesia, perché nel canto si stemperi l’angoscia di esistere e, dalle terre deserte e silenziose dell’incontro mancato, dal mare vuoto e desolato conosciuto da Tristano, si alzi la sinfonia di un quasi ironico elogio dell’essere qui.
r.c.

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